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sabato 3 agosto 2013

Nocino e Vernoce


Ciao a tutti.


Il 24 giugno, S. Giovanni è passato già da un po' (mannaggia alla curatrice del blog!) ma voglio ugualmente raccontarvi di questo appuntamento annuale.
Si tratta delle raccolta delle noci, che avviene appunto nel giorno del 24 giugno, per la preparazione del nocino che qui, nel Basso mantovano, per gli appassionati, è diventato un rito.
Anche mia suocera, Claide, le raccoglieva per il giorno di S. Giovanni e ne raccoglieva 33 (chiaro riferimento all'età di Gesù quando venne crocifisso).
33 noci per un litro di alcool.
E non era finita, lei aggiungeva un kg di zucchero ed un litro di acqua per preparare l'infuso da aggiungere dopo la macerazione al sole per quaranta giorni del vaso con l'alcool e le noci, per ogni litro di alcool usato.
E dopo il necessario riposo il risultato era spettacolare, denso, dolce, quasi uno sciroppo. Un prodotto naturale così buono da poterci intingere i biscotti da the.
Mia suocera era molto fiera del suo nocino e, guai a cambiare una virgola del procedimento, ma si sa il tempo passa e di questo folkloristico rito ho tenuto il ricordo sempre piacevole e le 33 noci.
Prima di tutto, poiché le stagioni al giorno d'oggi sono molto volubili, lasciamo stare S. Giovanni, che senza dubbio è un gran santo ma con le noci ha poco a che fare, le noci sono pronte da usare quando le si possono trafiggere con uno spillone e il mallo all'interno è già formato, ma liquido e ciò può avvenire prima o dopo il 24 giugno, giorno in cui si festeggia S. Giovanni, dipende dalla stagione.
Le noci si tagliano in quattro, si mettono in un vaso di vetro di misura adeguata, si versa mezzo kilogrammo di zucchero per 33 noci e si mette il vaso al sole coperto con un sacchetto scuro perché il caldo del sole è necessario ma la luce no. Dopo qualche giorno (3-4 giorni) quando lo zucchero si è sciolto e si è formato del liquido, si ritira il vaso e si aggiunge l'alcool a 95° (un litro in questo caso) si chiude il vaso ermeticamente e si lascia maturare per almeno sei mesi.
Io di solito lo lascio tutto l'anno fino a quando non mi serve il vaso per il nuovo nocino e comunque il nocino più invecchia e più è buono.
Passato il tempo si cola il liquido si mette in una bella bottiglia e si gusta a fine pasto.
Con le noci residue si può preparare il Vernoce che può essere usato nelle preparazioni di ottimi aperitivi, la ricetta  originale si chiamava "mezzo nocino", nel vaso si aggiungeva del vino bianco e si lasciava stagionare. L'uso era lo stesso del nocino, ma più blando.
Invece il Vernoce si fa sempre con le noci residue, ma aggiungendo quel tanto che serve per ricoprirle di vermouth bianco.
Si aggiungono due o tre chiodi di garofano, un pezzetto di cannella e si lascia riposare per 4 mesi. Si cola si filtra, e si serve come aperitivo. Si tiene in frigo, si versa un terzo di Vernoce in una flûte e due terzi di prosecco fresco.
Questa ricetta l'ho presa da un libro scritto da Angelo Sorzio e Emilio Cocconi, Conservatutto, Fratelli Fabbri Editori, Milano 1975.
Buone bevute ;)
alla prossima













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